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TERMOCAMERE E CREDITO D'IMPOSTA
pubblicata il 23/04/2020

Il Decreto Legge n.18 del 17 marzo 2020, il cosiddetto Cura Italia, fra le varie misure volte a gestire e ad arginare l’emergenza Coronavirus, ha introdotto un credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro. Tale credito d’imposta è pari al 50% delle spese sostenute nel 2020, fino ad un massimo di 20.000 euro.
Il successivo Decreto Legge n.23 dell’8 aprile 2020, recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”, stabilisce l’estensione del credito d’imposta alle spese per l’acquisto dei dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro.

Screening della febbre e credito d’imposta
Infine, con la Circolare n.9 del 13 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti in merito, specificando meglio ed ampliando l’ambito applicativo: “La disposizione in esame amplia l’ambito oggettivo di applicazione del credito d’imposta già previsto dall’articolo 64 del decreto-legge n. 18 del 2020 per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, includendovi anche quelle sostenute nel 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), ovvero per l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi). Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.
Dall’interpretazione della Circolare si può desumere che le telecamere per la rilevazione della temperatura corporea possano essere assimilate ai dispositivi di sicurezza citati e quindi rientrare nell’ambito di applicazione del credito d’imposta. Non resta che aspettare ulteriori chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate.

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